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Si parte da Ancona e si esce gradualmente dalla città su asfalto. I primi chilometri scorrono su strade ancora frequentate, ma poco alla volta il contesto cambia. Le case si diradano e si entra in una zona più aperta, dove iniziano a comparire le prime cantine del Rosso Conero. Sono lungo la strada o poco distanti, facilmente raggiungibili, e rappresentano uno dei primi punti in cui ha senso rallentare: qui il percorso incontra davvero il vino, tra vigne e strutture di produzione.
Proseguendo si attraversano le zone di Varano e Monteacuto, con strade secondarie che si muovono tra campagna e piccoli nuclei abitati. Il dislivello inizia a farsi sentire, senza strappi ma in modo continuo, e la pedalata trova un ritmo più stabile. Ai lati, tra campi e filari, il paesaggio resta coerente e sempre leggibile.
L’ingresso nella ciclopedonale del Conero avviene a metà del percorso. Il fondo diventa misto, con prevalenza di ghiaia, e la pedalata richiede più attenzione. Qui non si incontrano auto: si pedala in campagna, tra spazi aperti e vegetazione bassa, con un ritmo più lento ma continuo. Il tracciato accompagna tra lievi salite e falsopiani fino al belvedere di Mezzavalle, dove lo spazio si apre e lo sguardo scende verso la spiaggia e la linea della costa.
Qui termina la ciclopedonale. Si torna su asfalto e su una strada aperta al traffico: il passaggio è netto e richiede attenzione, soprattutto nei periodi più frequentati. Da questo punto si inizia a scendere verso la costa, con una pedalata più scorrevole ma sempre da gestire.
La discesa porta verso Numana, dove il paesaggio si apre e il mare torna vicino. È uno dei momenti più distesi del percorso, dopo i tratti collinari e la ciclopedonale.
A Numana si passa per il porto, con un tratto più aperto e lineare, poi si riprende subito a salire verso Sirolo su strada asfaltata. È una salita diretta, con presenza di traffico soprattutto nei periodi estivi, che richiede attenzione ma resta regolare nel passo.
L’arrivo a Sirolo avviene dall’alto. Il paese si raggiunge con il mare davanti e il promontorio del Conero che definisce il paesaggio. Dopo aver attraversato città, campagna, vigne e tratti nel parco, il percorso si chiude qui, in un punto in cui lo spazio si apre e si legge chiaramente il rapporto tra costa e colline.
Il “Rosso Conero” è un itinerario che racconta il vino senza separarlo dal territorio: lo si incontra lungo la strada, tra filari, cantine e salite, dentro un percorso che si costruisce passo dopo passo.